Brevi racconti su temi di psicologia in chiave evolutiva. Gestito da Antonella de Salvia.
domenica 16 settembre 2012
Il sole
Oltre il dolore che devasta l'animo,
oltre la faticosa salita dell'esitenza,
oltre la sofferenza che piega le membra,
oltre l'odio che allontana gli amanti,
oltre la rabbia che spegne le relazioni,
oltre la solitudine che vince la speranza,
...c'è un sole che pulsa.
Un sole che non si stanca
di osservare la terra,
che, seppure ogni bene si estinguesse,
sarebbe tutte le mattine nel cielo
a scaldare gli animi buoni come quelli meno buoni,
un sole che s'inchina
dinanzi a piccoli gesti d'amore
e ignora le ridondanti violenze.
Un sole che spera nella riconciliazione degli sposi feriti,
nella guarigione di malattie incurabili,
che vuole illuminare il cuore di chi ha smesso di amare e
di chi crede che non esista la vita, ma solo la sopravvivenza.
E così, quando la notte buia si affaccia alla vita,
quando lo stolto sorride spavaldo,
quando i deboli dichiarano la resa,
quando il potere splende negli occhi del superbo,
quando il denaro compra i sentimenti,
le stelle pregano Dio di non spegnere il sole
e Lui, commosso dalla loro insistenza,
accende il sole
che, tutto contento,
torna alla sua amata terra.
giovedì 9 agosto 2012
Fulmine
Nella buia notte
un fulmine irrompe sul suolo,
una luce attraversa l'assopita terra
e impietosa la risveglia.
In un lampo i fusti degli alberi
circondano il nudo humus
e le radici affondano
nel terreno come artigli.
La superficie percossa dal vento
si sbriciola e si disperde nell'aria,
si scoprono i tiepidi rivoli che l'attraversano
e si prosciugano.
L'acquazzone violenta sbatte sul selciato
e cancella le calorose orme del giorno
lasciando solo immondo fango.
La mattina s'innalza nel cielo terso,
le laboriose formiche
accarezzano il suolo con le loro zampette,
i fiori profumati
colorano l'aria delle loro fragranze.
I rivoli riprendono a scorrere titubanti
e i lombrichi coprono i profondi buchi.
La terra umile e umiliata
sorride e mostra le sue mutate spoglie.
sabato 4 agosto 2012
Luna
La pallida luna sale nell'eburneo cielo in una tiepida notte d'estate.
Un uomo alza lo sguardo e la osserva curioso.
Svelta la luna si stacca dalle fronde scure e comincia la sua danza soave.
L'uomo si lascia trasportare e volteggia nel cielo, sicuro
e avvolto dal suo candore.
Felici si fissano come due teneri amanti e l'uomo le dice: "Narriamolo al modo intero!".
La luna si ferma e gelida gli risponde:
"Allora non lo sai?"
"Cosa?"
"L'uomo che ama è solo!"
"Certo che lo so, e' per questo che ho alzato lo sguardo!"
La luna sparisce all'orizzonte.
sabato 28 luglio 2012
Burrasca
Verde la spumeggiante onda sospinge la vita
verso nuovi mondi,
fredda la sua abbondante acqua travolge l'anima
e la risveglia,
bianca la profumata spuma scuote le stanche membra
con il violento impatto.
Buia la lunga notte avvolge la chiatta all'orizzonte e
le lucine fioche si stagliano nel nero crepuscolo.
Gioioso il fresco sguardo entra nel torpore di quell'imbarcazione:
gli spettatori attoniti si allontanano per lo spavento
mentre il turbinio spazza lo sporco dalle pareti unte.
Smaniosa l'onda dipinge il naviglio d'azzurro mare e di verdi acque,
allaga le stanze buie e accende le finestre con la bianca spuma.
Rosso il sorriso dei teneri abitanti
per lo scintillio della rinnovata barca,
.... si accende il cuore della furiosa onda.
verso nuovi mondi,
fredda la sua abbondante acqua travolge l'anima
e la risveglia,
bianca la profumata spuma scuote le stanche membra
con il violento impatto.
Buia la lunga notte avvolge la chiatta all'orizzonte e
le lucine fioche si stagliano nel nero crepuscolo.
Gioioso il fresco sguardo entra nel torpore di quell'imbarcazione:
gli spettatori attoniti si allontanano per lo spavento
mentre il turbinio spazza lo sporco dalle pareti unte.
Smaniosa l'onda dipinge il naviglio d'azzurro mare e di verdi acque,
allaga le stanze buie e accende le finestre con la bianca spuma.
Rosso il sorriso dei teneri abitanti
per lo scintillio della rinnovata barca,
.... si accende il cuore della furiosa onda.
martedì 14 febbraio 2012
Fiocchi di neve
Fiocchi di neve
Meravigliosi e leggeri
fiocchi di neve candida
puntellano il paesaggio,
l’orizzonte si unisce
alla nebbiolina bianca
del fiabesco cielo,
i silenti e gelidi fiocchi
si posano sulla terra umida
e perdono le loro sembianze.
Anonimi
cospargono il selciato scuro
che li assorbe implacabilmente.
La neve non si riconosce
da fiocco candido
a scuro fango,
così implora il cielo
di richiamarla a sé
per ripristinare le sue fattezze.
Il cielo è buio:
le nuvole basse
spengono la sua voce,
ma poi…..
un raggio di splendido sole
scioglie la grigia neve.
Il fiocco evapora,
leggero e veloce
risale la volta celeste.
Si osserva il fiocco,
goccia di limpida acqua
nelle mutevoli sembianze:
non più fiocco
non più fango
solo vapore informe…
Così attende l’inverno
per tornare alla grigia poltiglia
e abbracciarla.
Il bianco è la somma di tutti i colori
“Più forte della morte è l’amore!”
urla la neve,
e il nero fango stretto nel soffice abbraccio
cade in una pozza d’acqua
e perde il suo scuro colore,
Si sente perso
nelle trasparenti linfe
ma la fedele compagna gli sorride.
Ora la polvere bianca
accarezza il selciato
in ricordo di quell’incontro…
lunedì 7 febbraio 2011
Breve storia della conoscenza
Sulla scia del preceente articolo vi rendo partecipi di un altra breve storia.
BREVE STORIA DELLA CONOSCENZA
Un giorno Dio creò l'uomo e lo pose in un luogo meraviglioso: il Paradiso terrestre...
Poi l'uomo peccò e Dio lo cacciò.
Così l'uomo, alienato da se stesso, cominciò a errare e conobbe altre terre, esplorò i mari, i cieli e persino i pianeti, ma era sempre insoddisfatto e continuava a muoversi e ad andare in cerca di nuovi mondi.
Quando ebbe esplorato il mondo visibile e il mondo invisibile, il mondo dell'anima e quello dello spirito, il mondo della coscienza e quello dell'inconscio, si fermò ... e comprese che Dio gli aveva donato un corpo e in quel corpo aveva posto l'universo intero.
BREVE STORIA DELLA CONOSCENZA
Un giorno Dio creò l'uomo e lo pose in un luogo meraviglioso: il Paradiso terrestre...
Poi l'uomo peccò e Dio lo cacciò.
Così l'uomo, alienato da se stesso, cominciò a errare e conobbe altre terre, esplorò i mari, i cieli e persino i pianeti, ma era sempre insoddisfatto e continuava a muoversi e ad andare in cerca di nuovi mondi.
Quando ebbe esplorato il mondo visibile e il mondo invisibile, il mondo dell'anima e quello dello spirito, il mondo della coscienza e quello dell'inconscio, si fermò ... e comprese che Dio gli aveva donato un corpo e in quel corpo aveva posto l'universo intero.
Storia di un insetto
STORIA DI UN INSETTO
Un giorno Gesù scese sulla terra, perchè aveva deciso così.
Sospeso sul mare si fermò a riflettere e poi … toccò, anzi sfiorò l’acqua con un dito, proprio in quel punto, ove si creò un cerchio e quel cerchio si allargò sempre più.
Lì dove il Signore aveva messo il dito c’era un insetto, che, leggero si posava sull’acqua.
Travolto dall’onda fu sbattuto in un luogo che non conosceva.
Dopo l’euforia del veloce incedere per quel movimento flessuoso che lo trasportava, si guardò intorno e si trovò solo.
Non scorgeva nessuno che conoscesse, non un luogo di riferimento.
Si girava e rigirava su se stesso, ma niente ….
Così, dopo tanto armeggiare, finalmente alzò il capo e fu colpito da un raggio di sole.
Il suo cuore gli parlò e gli disse: “Non preoccuparti, tutto quanto ti è capitato l’ho deciso Io, Io l’ho voluto, seguimi, lasciati condurre…”
L’insetto si asciugò le lacrime, anche se aveva il cuore infranto per tutti gli affetti che si era lasciato alle spalle, così guardò in basso e vide tutti i suoi cari.
Allora comprese che non si era spostato dal luogo ove viveva, aveva imparato a volare!
Un giorno Gesù scese sulla terra, perchè aveva deciso così.
Sospeso sul mare si fermò a riflettere e poi … toccò, anzi sfiorò l’acqua con un dito, proprio in quel punto, ove si creò un cerchio e quel cerchio si allargò sempre più.
Lì dove il Signore aveva messo il dito c’era un insetto, che, leggero si posava sull’acqua.
Travolto dall’onda fu sbattuto in un luogo che non conosceva.
Dopo l’euforia del veloce incedere per quel movimento flessuoso che lo trasportava, si guardò intorno e si trovò solo.
Non scorgeva nessuno che conoscesse, non un luogo di riferimento.
Si girava e rigirava su se stesso, ma niente ….
Così, dopo tanto armeggiare, finalmente alzò il capo e fu colpito da un raggio di sole.
Il suo cuore gli parlò e gli disse: “Non preoccuparti, tutto quanto ti è capitato l’ho deciso Io, Io l’ho voluto, seguimi, lasciati condurre…”
L’insetto si asciugò le lacrime, anche se aveva il cuore infranto per tutti gli affetti che si era lasciato alle spalle, così guardò in basso e vide tutti i suoi cari.
Allora comprese che non si era spostato dal luogo ove viveva, aveva imparato a volare!
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