Brevi racconti su temi di psicologia in chiave evolutiva. Gestito da Antonella de Salvia.
sabato 10 marzo 2018
Il dono della felicità
sabato 24 giugno 2017
La misura del cuore
- Mio Dio, che mi ami tanto da essere venuto a visitarmi, mio Amore che sei sempre al mio fianco, che rispondi alle mie preghiere ed esaudisci ogni mia supplica, ti prego dona un attimo pace al mio animo inquieto e sazialo del tuo ascolto -.
Così Laura sollevò gli occhi dal cuore, incontrò lo sguardo di Dio e cominciò a parlare senza parole -Mio Dio, qual è la misura del dolore che l'uomo può contenere se dinanzi ad una sola ingiustizia la terra dovrebbe arrestarsi, dinanzi al massacro di una sola vita, il mondo dovrebbe esplodere. Ogni singolo istante di dolore è sconfinato, ogni singolo passo lontano dall'amore è assenza infinita. Come può il cuore della tua creatura contenere tutto questo, quale la sua forza per sostenerne il peso, quale la sua sostanza per non strapparsi dinanzi al dilagare del male-.
Così Dio entrò nel suo cuore fino a riempirlo della sua presenza e a tutto nutrirlo della sua essenza. Laura respirò come fosse la prima volta, e si sentì felice e in quella gioia annegò ogni inquietudine, ogni paura. -Forse la misura del cuore è l'infinitamente piccolo, la sua sostanza è la fragilità, forse il suo peso è la leggerezza...-.
Laura non ebbe una risposta ma nell'assenza, nel dolore, nell'impotenza, mai smise di contenere il bene e la gioia e l'amore che Dio insufflò nel suo cuore. "Non c'è un male così forte che possa escludere il bene, un buio così oscuro da offuscare la luce, un odio così grande che possa schiacciare l'Amore".
martedì 10 maggio 2016
Fuoco
sabato 9 aprile 2016
La felicità, linea di confine tra cielo e terra
La nebbia si dirada e lascia intravvedere la sagoma di un orizzonte non lontano, oltre le lacrime, rugiada sulle foglie a prima mattina, oltre il dolore, cobalteo abisso dello sconfinato Oceano, ombre e luci si stagliano nel vasto panorama di un nuovo giorno: il profumo di terra umida e idratata dalla lunga notte, il sole penetra la foschia e colora impunemente il cielo di primavera, al limite tra l'oscurità e la luce, l'aria s'impasta di chiaroscuri e il cuore si eleva perplesso fino all'Eterno: "Tu mi hai donato l'ombra per riconoscere la luce, le lacrime per assaporare la gioia, il dolore per amare la felicità, l'abisso per elevarmi, il limite per adorare Te, che sei l'immenso e da qui, in quest'orizzonte che divide e unisce resto attonito a chiederti di restare, di accompagnarmi lungo questa lunga linea, in bilico fra terra e cielo, ma con il cuore stretto nelle tue grandi mani".